Fiorello nel mirino di Giancarlo Magalli: a Non è la TV emergono retroscena inediti sul carattere dello showman e sulla sua strategia nei palinsesti.
Chiuso il capitolo di Sanremo 2026 con la vittoria di Sal Da Vinci, il dibattito non si è affatto spento. Anzi, a riaccendere i riflettori è stato Giancarlo Magalli, che durante un’intervista a Non è la TV ha tracciato un ritratto meno patinato di Fiorello, accendendo i riflettori su un lato del celebre showman che il grande pubblico fatica a vedere. Ecco, a seguire, cosa ha detto.

Il “lato oscuro” di Fiorello secondo Giancarlo Magalli
Nel suo intervista a Non è la TV, Giancarlo Magalli non ha usato mezzi termini nel descrivere alcuni tratti caratteriali di Fiorello. “Se vuoi vivere tranquillo devi sempre dire quanto è bravo, altrimenti puoi decidere di affrontare la sua ira. Lui è molto permaloso, non accetta le critiche“, ha dichiarato.
Parole che dipingono uno scenario diverso rispetto all’immagine sorridente e autoironica che lo showman offre davanti alle telecamere. A sostegno di questa tesi, il conduttore ha ricordato un episodio del passato, legato a una partecipazione dello showman come cantante: “Quando partecipò come cantante era sicuro di vincere. Aveva otto bodyguard col codino come lui, era convinto di dover restare a ricantare per la proclamazione. Quando entrò uno della sicurezza a dirgli che doveva andare via, ci rimase malissimo“.
La sua strategia televisiva sotto la lente
Ma il presunto “lato oscuro” non si fermerebbe alla sola permalosità. Giancarlo Magalli ha offerto anche una lettura precisa del modo in cui Fiorello si muoverebbe nei palinsesti televisivi. “È un grande esploratore: trova punti di scarso ascolto, si prende quella fascia e fa un risultato leggermente più alto. Tanto basta per far dire a tutti quanto è bravo, ma semplicemente sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po’ meglio“.
Un’analisi che non mette in discussione il talento dello showman, ma che suggerisce una visione strategica del suo successo.